ădĭtus 
iter incipit in ădĭtus claustrum
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Vista mostra Edward Hopper a Palazzo Reale, Milano. Delusione.
Non so dire bene perché. Molti dei quadri che speravo di vedere mancano. Ma la questione principale è che non mi sono emozionato. Mi sembrava di essere uno dei ragazzini delle due scolaresche che mi precedevano di qualche passo durante la visita. Ho ripensato al film di Sofia Coppola, Lost in traslation, quando la protagonista racconta al telefono, a un'amica distratta, l'angoscia dei primi giorni a Tokio. L'angoscia è così inafferrabile che si cerca di comunicarla, ma non si comunica in realtà altro che una descrizione normalissima delle proprie azioni. Eppure è. Traspare dal parlare in affanno, dalle lacrime che salgono, da una frase senza contesto e rivelatoria posta in mezzo al discorso. Tra gli avvenimenti dei primi giorni: la visita a un tempio buddhista. I monaci cantavano, e l'architettura era splendida. Ma non ha sentito nulla.